Lettere ( Michelangelo)

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Una scrittura, questa delle Lettere di Michelangelo, increspata, sdrucita, commendatizia, e pure delusiva, corredata com’è, quasi esclusivamente, Continua a leggere

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I cammelli di Gustavo Floberto(6)

A sua madre.
Alessandria 17 novembre 1849.
Quando siamo stati a due ore dalla costa dell’Egitto, sono salito con il capo timoniere sulla prua e ho scorto il serraglio di Abbas-Pacha,come una cupola nera sul blu del mare. Il sole vi picchiava sopra. Ho scorto l’Oriente attraverso, o meglio immerso, in una gran luce d’argento diffusa sul mare. Presto la riva si è stagliata e la prima cosa che abbiamo visto a terra sono stati due cammelli guidati da un cammelliere, poi, lungo tutto il molo, dei bravi arabi, che pescavano alla lenza con l’aria più pacifica del mondo. Per sbarcare c’è stato il più assordante baccano del mondo, dei negri, delle negre, dei cammelli, dei turbanti, dei colpi di bastone somministrati a dritta e a manca, con dei suoni gutturali da far lacerare le orecchie.

I cammelli di Gustavo Floberto(4)

A ERNEST CHEVALIER. Rouen, 15 marzo 1842. Ma, Dio santo, non poserò mai i miei piedi sulla sabbia della Siria, quando il rosso orizzonte abbaglia, e la terra si solleva in spirali ardenti e le aquile planano nel cielo infuocato? Non vedrò mai  le necropoli odorose, dove le iene ululano, accovacciate sotto le mummie dei re, quando la sera cala ed i cammelli si sdraiano accanto ai pozzi? Li si sente ruttare e defecare.