Amor fati

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Certo che non parrebbero proprio comparabili, ma, in realtà, c’è più di una affinità tra Rimbaud  e Da Ponte. Questi, con la sua trilogia mozartiana, ci spiega quanto dolce e facile e affascinante sia la seduzione ed il tradimento,  l’altro  sovverte non solo il bellettrismo imperante da secoli, ma anche il culto dell’intellettuale à la page. Poi, bruciati i ponti e le navi, come dei prometei in esilio, decidono di abbandonare l’Europa che non è più niente per loro: Da Ponte  finisce in America a commerciare con i pellerossa, Rimbaud in Africa, mercante di schiavi ed armi.

I cammelli di Gustavo Floberto(9)

A sua madre.
Il Cairo, 2 dicembre 1849..

È al Cairo che comincia l’Oriente. Ad Alessandria ci sono troppi europei perché il colore locale possa essere bello e pure schietto. Qui almeno si incontrano meno cappelli. Andiamo in giro tra i bazar, i caouehs (caffè), i saltimbanchi, le moschee. Ci sono dei buffoni di gran valore che fanno dei lazzi di gusto sopraffino. il bazar degli schiavi è stato la nostra prima visita. Bisogna vedere che disprezzo hanno verso la carne umana. Il socialismo non vive da questi parti . Sono pieno d’ammirazione per i cammelli che traversano le strade, e si coricano nei bazar tra le botteghe.

Stardust memories ( W. Allen, 1980)

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Più che un film, un coacervo di difetti, errori, inconcludenze, deragliamenti: un film spocchioso, retorico, ipernarcisista, grezzo, ricco di passaggi a vuoto, dove il regista, più che citare, plagia, cita e si autocita, senza alcuna vergogna (“8 e mezzo” di Fellini in primis, ma tanti altri pure), per lunghi tratti inconsistente e fumoso, senza struttura, senza trama, senza nerbo, senza eleganza. In altre parole, un film bellissimo visto in dvd, dopo che la prima, in un cinemino di periferia, era stata 35 anni fa.

I cammelli di Gustavo Floberto(8)

A Louis Bouilhet.
Il Cairo, 1 dicembre 1849.

Una delle cose più belle è il cammello. Non mi stanco di veder passare questo animale strano che saltella come un tacchino, e dondola il collo come un cigno. Hanno un grido che mi sforzo di riprodurre. Spero di riuscirci, ma è difficile per un certo gorgoglio che tremula in fondo al raglio che emettono. Del resto, ne avrò forse abbastanza di cammelli; perché andremo dal Cairo a Gerusalemme attraverso il deserto ed il monte Sinai. Occorreranno almeno 25 giorni. La nostra carovana sarà composta da 12 cammelli.

Libritudine

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Quando si va in quelle case di amici, dove mai si era stati prima, e si vedono quelle librerie minuscole, disadornate da pochi volumi e pure brutti, lo spleen trionfa superbo, come un pipistrello in una sera di fine maggio. Si vorrebbe smettere di cenare, si vorrebbe chiedere, sommessamente, ma con nettezza, se lui, il padrone di casa, responsabile di tanto obbrobrio, è disposto a nominarti, lì, sul posto, curatore della libraria domestica e, all’uopo, stanziare una cifra considerevole. Un pranzo al giorno, un letto e, in quindici giorni, la libritudine sarà tristo ricordo..

Salsa

Perché sempre i maestri vanno mangiati in salsa piccante, come diceva Giorgio Pasquali e ripeteva il corvo de ‘Uccellacci ed Uccellini’.

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” Il popolo gli diede sopra, e lo lacerò tutto, lasciandoci sopra quasi le sole ossa. Fu ridotto a brandelli dalla carnivora plebe. Forse fu tutto abbrustolito e mangiato. Il fegato so, che fu ridotto a cottura, e mangiato tutto nell’istesso Mercato dalla vil Plebe Sanfedista. Un lazzaro avendo ricusato di mangiarne, fu ammazzato” ( la morte di Nicola Fiano, ufficiale compromesso con la Repubblica Napoletana da D. Marinelli, La caduta di Napoli. Entrata delle Armi Reali in Napoli (1799)”

I cammelli di Gustavo Floberto(7)

Alla stessa
Venerdì mattina
23 novembre 1849.

Questo è ciò che chiamano il miraggio. Tutti lo sperimentano, Arabi ed Europei, quelli che sono abituati al deserto e quelli che lo vedono per la prima volta. Di tanto in tanto, nella sabbia, ci si imbatte nella carcassa di qualche animale, un cammello morto, divorato per tre quarti dagli sciacalli con le budella annerite dal sole che spuntano fuori, un bufalo mummificato, una testa di cavallo, etc…