La dodicesima notte( Carlo Cecchi e C.)

Dodicesima-notte-Cecchi
A fine rappresentazione(?), quando pure l’ultimo timido battimano si placa e, quindi, in cor si esulta

per il salvifico ‘liberi tutti’, due cose restano senz’altro nella memoria dell’abbonato alla replica pomeridiana: i ghirigori neri sulle calze gialle di Carlo Cecchi, la pedana rotante, atta alla navigazione, alla camminata, allo scivolo, al pattinaggio, all’incespicare, al correre, all’anfanare, persino. Se lo si fosse voluto. Ma così non è stato. Perché invece, per tutta la recita, si è preferita la stasi, il fermo-immagine, la noia sconfinata.

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