Bisogna sapere

“Bisogna sapere che don Abbondio si dilettava di leggere un pochino ogni giorno; e un curato suo vicino, che aveva un po’ di libreria, gli prestava un libro dopo l’altro, il primo che gli veniva alle mani”. ( I corsivi sono miei).

Ci sono molte cose interessanti in queste poche righe, tratte dall’inizio del capitolo VIII dei Promessi Sposi. Prima il falso elogio del pochino, del po’, del pauculo, del ‘poco che basta ed avanza’ ad un campione della mediocrità, qual è Don Abbondio. Poi la figura, di sguincio, ma ritagliata con grande forza icastica, dell’altro curato, un suo vicino, che pure lui, di libri, ne ha ben pochi e pesca tra essi, con indifferenza, per  prestarli al vero protagonista del romanzo: gli dava il primo che gli veniva alle mani. Poi, ancora, una stridente contraddizione: come può leggere un libro dopo l’altro chi ama leggere un pochino  tutti i giorni? ( Feroce quantomeno questo specificazione del pochino ogni giorno. Sembra una ricetta medica).

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