57

57: come le massime graffittate da Montaigne sulle travi della sua biblioteca, presso il castello di famiglia. L’orso, di travi che lo sormontino nella sua parvula biblioteca, al momento, ne intravede solo quattro. Così trasmuta, con l’orsigna caparbietà che è di lui, sua, propria, la necessità in virtù: armatosi di scala e coltellaccio, si è messo ad incidere, sopra ognuna di esse, una sentenza. Dalla prima alla quarta, secondo logica cronologica. Si comincia con “Dilige et quod vis fac” di un un teologo algerino di Tagaste, per incistare nella seconda il motto dell’abbazia di Thélème: “Fais ce que tu voudras”; nella trave terza, configge la massima imperdonabile di un copista ostinato: “I would prefer not to” e, sull’ ultima, scolpisce, con francescana letizia, il “Ne travaillez jamais” del debordante Guy Debord.

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